12 ott 2008

Prologo

Odio “Fight club”

Non mi è mai piaciuto quel film, per tutta una serie di ragioni che per ora possono anche aspettare ( ne possiamo riparlare se ne volete).

C'e però una frase in quel film che mi è sempre rimasta impressa.

Ad un certo punto del film un personaggio racconta all' altro come si è riunito all'armata di quello svitato di Edward Norton/Brad Pitt e cita una frase “ Tu non sei quello che possiedi.”


Quando sono arrivato qui, il salotto dell'appartamento era più o meno come la vedete nella foto, era tutto vuoto, bianco, pulito per quanto potesse permetterlo il linoleum orrendo che si trova sotto di me.

Per le prime due settimane avevo con me solo i miei vestiti e dormivo per terra su di un giaciglio fatto con i maglioni invernale coperto con un lenzuolo ( primo materasso al mondo di trenta centimetri per due metri).

Ero arrivato li senza un soldo, in attesa della mia prima paga e con solo i miei vestiti in una valigia e in quattro sacchi grossi da rifiuti

Dopo la prima paga mi sono comprato un divano trasformabile della IKEA che ho dovuto montare usando una pietra come martello ( da non crederci, vero? Neanche un martello) e poi di seguito tutto il resto.

Dopo tre anni lascio questo posto per un appartamento che ho comprato, e ora sono qui seduto e guardo quel tetto per l'ultima volta da abitante.

Il nuovo inquilino prenderà possesso della casa questo pomeriggio e io gli lascerò questa soffitta come l'inquilino precedente ha fatto con me.

Mi porto nella casa nuova tutto quello che chiamo “mio” e che mi sono procurato in questi anni.

E quindi eccomi qui a quella frase.

Chi o cosa cosa lascia questa casa? Io, o quello che possiedo? E sono la stessa cosa? Io sono quello che possiedo?

L'oggetto, il mobile, il libro sono certamente io.

Chi potrebbe essere altrimenti?

Io l'ho voluto, io l'ho desiderato e io l'ho inserito in quel puzzle che chiamavo casa.

Ma l'oggetto non sono io, perché a qualsiasi istante può lasciarmi, essere venduto, rotto, perso, donato.

Quest'appartamento sono stato io per tre anni e adesso non e Più me, perché io, fra poche ore, non ci sarò più.

Porto me stesso nella mia nuova casa e porto i miei ricordi dentro di me quindi io sono anche quello che non possiedo.

Questo diario nasce con l'idea di raccontare me attraverso la mia nuova casa, i lavori che faro, i posti che la contengono, le storie che vi si svolgeranno.

Questo, se volete, e l'inizio di un racconto che comincia da un salotto vuoto e che neppure io so dove andrà a finire.

Spero vi piacerà.


6 commenti:

Kabuki ha detto...

Leggendo queste righe ho appreso a pieno perchè insistevi sul dover riempire di "troiai" la casa nuova...

Capricorn ha detto...

Che vuoi farci? Ora ho un sacco di spazio :)

Kim ha detto...

Bene bene bene..appena funzionale al 100% (ma anche no) una bella visitina dalla congrega maremmana per festeggiare l' evento sara' d' obbligo! Mi chiedo pero' se il nuovo posto ha quella incredibile atmosfera dei quartieri della vecchia magione...^__^'

Be'... buon teletrasporto!

M.

Francesco ha detto...

veramente struggente...le foto...la musica...sono commosso..(m'è anco quasi venuta vollia di venitti a trovare...mah?...vedremo.... forse ner 2300 quando hai finito di mette' a posto...).
Baci (sempre e solo colla lingua)

Tatties ha detto...

"Tu non sei quello che possiedi".
Quanto è vera questa frase, specialmente per chi non possiede nulla di nulla!
Meglio non avere possedimenti ed avere un tesoro nel cuore che vivere un'esistenza priva di sentimento e vuota come le teste di certa gente che qui gira col macchinone, ha l'attico in centro, fa l'aperitivo ogni sabato e le vacanze in località esotiche... e poi fa un mutuo dietro l'altro per mantenere uno stile di vita da cazzone.
Preferisco essere ricca di pensieri, di emotività e di sentimenti... meglio le mani sporche di terra che la testa piena di letame!

Buona nuova casa ^_^
Lila

Paolo ha detto...

Fa schifo!
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