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2 feb 2010

La stagione dei lavori

Ed eccoci qua, ricomincia la stagione dei lavori.

Quest'anno sarà un anno di affinamento, le grandi opere sono più o meno finite, per cui l'obbiettivo dichiarato sarebbe la decorazione pura e semplice.

O almeno lo era fino a che una notte di Gennaio, mentre avevo ancora in casa tutti mi sono accorto di un paio di punti di colore su un angolo in alto del muro dietro il mio letto.

Preso atto del fatto che non ho dipinto le pareti della stanza, immagino che sia chiaro che non parlavo di vernice.

Il ritorno della nemesi

Quando vivevo studente a Pisa, la muffa sui muri era un problema ricorrente e costante. La stanza da letto era una stanza con tre pareti esterne, per cui l'umidità era alta.

Una delle cose di cui non mi ero reso conto era che anche la mia camera da Letto a Bruxelles è nella medesima situazione, per cui quando ho spostato i mobili ho trovato una forma di vita aliena che mi guardava abbastanza perplessa.

Due giorni a ripulire il muro a forza di candeggina e bestemmie hanno sfrattato l'indesiderato inquilino ma il problema rimane, di dove viene l'umidità?



Un controllo all'esterno della casa ha risposto solo parzialmente, in effetti i muri sono vecchi e il cemento bucato su tutta l'estenzione del muro, ma non c'erano tracce di infiltrazione in nessun punto.

Sarà il caso di aprire una finestra?

In effetti il problema era dovuto più che altro al fatto che per tutte le vacanze di Natale siamo stati in cinque in casa sempre chiusi, col riscaldamento acceso, doccia in funzione e nessuno che si azzardava ad areare ( No dico scherziamo? C'era -8!)

La prova è che da quando sono di nuovo in casa, nessuna invasione aliena ha più avuto luogo.

Detto questo ho deciso di non correre rischi, per cui dopo rapida consultazione con l'anziano maestro dei cinque picchi con il manico della cazzuola nelle gengive ( Sarebbe mio padre per chi non cogliesse) abbiamo deciso che entrambe le pareti saranno coperte da una camera d'aria.

Il materiale isolante sarà polistirene espanso estruso oppure pannelli di sughero ( meglio, ma più complesso da trovare) e la copertura sarà probabilmente legno perlinato oppure cartongesso.

Il legno avrebbe il vantaggio di essere allo stesso tempo caldo e isolante, mentre il cartongesso una volta coperto di intonaco non si distinguerebbe dal muro precedente permettendomi di dipingerlo. Si vedrà.

Il tutto dovrà comunque attendere almeno giugno quando i muri saranno perfettamente asciutti, oppure sarà peggio che mai. Possibile anche che in Maggio si decida di isolare l'esterno della casa con delle piastrelle in bitume, il che aiuterebbe ancora di più.

Tutto qui?

Ma no ma no, prima di Giugno c'è un sacco di tempo, il che permetterà di finire il salotto.

Sì, perché non ho informato nessuno dell'arrivo di Sua maestà.



Complice una serie di ribassi di prezzo e dopo mesi e mesi di tentennamenti, la pinguinaia è passata all'alta definizione, il che mi spinge a finire il secondo lato del salotto e sopratutto a cercare di risolvere il problema dei cavi una volta per tutte.

Arrrrrgh! orrore!

In settembre sarà probabilmente la volta del corridoio con la decisione finale sul rifare o meno la pavimentazione nel resto della casa.

Restano poi tutta una serie di questioni irrisolte in camera da letto e qualche problemuccio in (sigh) cucina

Come vedete ci sarà da divertirsi anche quest'anno.

Per voi.

Io avrò solo da lavorare ^^"

23 giu 2009

Il ritorno della vendetta...

Ci sono pochi posti al mondo che abbiano concentrato tanto odio , bestemmie, rancori e tensioni come la mia cucina.

Chiunque si ricordi della sua genesi, si ricorderà anche che se fosse stato un bambino sarebbe stato il primo caso di infante ricevuto , anziché con una canonica sberla, da un pestaggio di massa ad opera della curva Sud della Lazio.

Ma che volete farci, se è vero che i parenti non si possono scegliere, a quanto pare neppure le cucine, per cui volenti o nolenti ci si deve adeguare a convivere.

Il che in chiaro vuol dire che abbiamo, una volta di piú rimesso mano alla stanza piú dissacrata della casa...

Oddio e adesso che c'è?

Che c'è? Nulla che non fosse di già pianificato ma che richiedesse del lavoro manuale per essere completato.

Intendiamoci, sono un grande estimatore delle nuove tecnologie, ma credo sia pacifico che non esisteranno mai macchine che costruiscono cucine di loro spontanea volontà, ragion per cui rieccomi al lavoro per l'ultima tranche prima delle vacanze.

Piccole cose, intendiamoci, giusto piccoli dettagli che però richiedono una buona dose di pazienza e precisione.

E Dio solo sa quanto c'è voluto della prima fino a qui...

Kandinsky? Van Gogh?


Un fatto mai abbastanza sottolineato è che mia madre è una ceramista di prim'ordine con tre caratteristiche tecniche ben precise.

  1. Un gusto e un estro artistico fuori dal comune
  2. Un controllo del mezzo di altissimo livello
  3. Un grave problema di mancanza di autostima.

Questo porta al fatto che ogni ordine che io faccia a mia madre porta immediatamente alla sequenza seguente

  • Scetticismo
  • Disfattismo
  • Odio verso il richiedente per la richiesta in tempi tecnici impossibili ( cioè tipo con 8 mesi di anticipo ^_^)
  • Odio verso se stessa perché si odia il cliente
  • Disprezzo per se stessa perché non si è capaci di fare nulla ( parliamo di un artista con quattro mostre personali alle spalle eh?)
  • Creazione di un capolavoro
  • Sequenze di telefonate con bestemmie irripetibili verso la mia persona perché il capolavoro non è capolavoro
  • Sequenza di telefonate con lamentele perché gli smalti non saranno mai all'altezza
  • Smaltatura del capolavoro da applausi
  • Sequenza di telefonate con piagnucolamenti continui perché "Tanto lo so che non ti piacerà"
  • Consegna del pezzo
  • Soddisfazione finale

Va da se che sono sempre mesi di grande passione in cui diplomazia e amore filiale si mischiano a pesanti dosi di bicarbonato di sodio per l'acidità di stomaco.

Ma ormai ci ho fatto l'abitudine e dopo avere fatto la mia richiesta e avere passato la sequenza di cui sopra ho finalmente potuto avere le mattonelle con disegno Klimt per completare i muri della mia cucina.



Ci vuole un pò di pazienza, ma il risultato è sempre d'effetto.



Proseguiamo.

Ma tu vulive 'a pizza, 'a pizza, 'a pizza...

In una cucina normale i mobili sono pensati per accogliere gli elettrodomestici .

Nella mia cucina gli elettrodomestici si trovano di conseguenza alle strutture.

Avevo scelto un forno meraviglioso, prezzo accettabile, potenza corretta e alla fine ho dovuto rinunciare perché era 5 centimetri troppo lungo per lo spazio che avevamo costruito.

Scelta numero due aveva tutte le caratteristiche richieste E le dimensioni giuste, dopo un rapido test sono felice di annunciare che il secondo arrivato se la cava bene quanto il primo se non meglio :)



Cos'è quel buco?

Bè, in realtà lo avevo previsto e avevo pensato ad un cassetto scorrevole giusto sotto per metterci le padelle e i coperchi ( le due cose in assoluto piú difficili da piazzare in un pensile).

Intendiamoci, nulla di complicato, un paio di tavole di legno, dei giunti a L e delle viti ( la prossima volta un pò meno, ne ho messe talmente tante che reggerebbe una granata).





Basta aggiungere una maniglia e delle ruote sotto ed eccoci pronti.



Di buco ne resta a fianco un altro, ma quel mobile è un pò piú complesso e verra derubricato a da farsi in inverno.



Ultimi dettagli

Avere un piano di granito è grande goduria, ma se è coperto di oggetti allora diventa solo una scusa per avere disordine.

Un paio di pensili ed ecco quasi risolto il problema, dico quasi perché le bottiglie con le salse ancora sono li.



Ho però in mente un progetto che risolverà anche presto anche questo annoso problema....

I miei genitori sono stati tanto gentili da portarmi un vecchio amico :)



Lo so che sembra una pacchianata, ma questo vassoio in cartapesta ci ha fatto compagnia per tutti gli studi universitari e la mia cucina semplicemente non sembrava completa senza.

Che ci volete, il meno che si possa dire della mia cucina è che quando ci sei, diventi tutto di un colpo molto emotivo ^_^''

7 giu 2009

Cari fottutissimi amici...

I miei vicini del terzo piano hanno lasciato il palazzo Sabato, come era previsto visto che il loro contratto era in scadenza.

Hanno quindi impacchettato tutto e fatto la selezione solita che si fa ad ogni trasloco.

Prima di partire si sono liberati di tutte le vecchie cose che avevano in casa e, essendo bibliofili accaniti, hanno chiesto a noi vicini se volevamo dei libri che loro non volevano piú.

Quando l'hanno chiesto a me ho detto subito sì, uno o due libri in piú fanno sempre piacere.

Sono partiti Sabato mattina di buon ora verso la loro nuova casa e io gli augurò tanta felicità.

Detto questo...

... Cosa ç@##0 ne faccio di tutti questi libri adesso?!?


8 mar 2009

Posto di combattimento!

Essendo un geek, uno dei punti focali della casa è il salotto, dove, come già all'epoca narrai, si concentrano tre dei punti fissi del mio tempo libero, ossia televisione, Wii e Popcorn media player.

Questo da solo sarebbe motivo valido per costruire un salotto memorabile, ma i motivi sono anche piú complessi.

Il mio salotto non è solo un polo di geekità è anche la mia sala degli ospiti , la sala della musica e la mia biblioteca quindi in quella stanza sono concentrati il divano, le poltrone, dovranno essere costruite le biblioteche, bisognerà mettere lo stereo, il letto degli ospiti e dei comodini con luci per leggere e...

No , momento fermi tutti, il salotto è grande, ma così non va bisogna aggregare.

Ecco dunque come nasce il delirio che segue...

Se una cosa è semplice...

Va bene, lo so, sono fatto male, ma la colpa non è mia, do la colpa alla società, all'infanzia, al clima politico e sopratutto ai miei genitori.

Sì, a loro che hanno sempre voluto che fossi creativo, che mi hanno insegnato a guardare alle soluzioni dove apparentemente non ce ne sono, e sopratutto mi hanno comprato la Fisher Tecnik!

Inutile negarlo, queste costruzioni ( praticamente sconosciute in Italia) mi hanno cambiato la vita.

Da quando ho finito il libro dei modelli e ho cominciato a costruirci quello che piaceva a me, comprare i giocattoli è diventato un atto superfluo, me li costruivo da solo ( mia madre ancora si ricorda della teleferica che attraversava tutta la mia stanza :P ).

Comunque è sicuramente a loro che devo questa necessità di trovare soluzioni dove non sono necessarie a problemi che esistono ma possono essere risolti senza troppa fatica semplicemente comprando il pezzo giusto.

Ma diciamocelo, nel comprare una cosa non c'è nessuna vittoria, nel fabbricarselo sì, per cui...

... Perché NON complicarla?

... Per cui il mobile del salotto aveva da essere la sintesi compatta e completa di tutte le esigenze su enunciate e doveva esserlo a basso costo ( sembra che essere Geek e avere le tasche piccole vada di pari passo).

Come fare?

Ikea, luogo deputato ad essere il mio parco giochi preferito, offriva tutta una serie di soluzioni, ma il problema era sempre lo stesso, il divano letto occupava una sostanziosa parte del muro e dall'altro lato il tavolo ribaltabile impediva alla libreria di coprire tutta la parete ( non è divertente mangiare mentre si danno gomitate ai libri).

Ci ho pensato e ripensato e un giorno sono arrivato a questa soluzione.

La libreria Billy ha due dimensioni, un modello di base e un modello che è di fatto il doppio del precedente.

Mi dispiaceva tantissimo non utilizzare lo spazio sopra il divano, degli scaffali erano complicati da calcolare e, naturalmente, l'unico elemento "ponte" previsto dalla serie Billy era troppo corto ( è fatto per passare sopra alle porte) per passare sopra al metro e 40 del divano trasformabile ( il Grankulla, sempre sia lodato).

Ebbene immaginate un pò? l'elemento di base di cui vi parlavo prima è alto due metri e due, una volta messo di traverso sarebbe stato un ponte perfetto.

Restavano dei dubbi sul fatto che le pareti del mobile potessero reggere il peso, ma dopo una visita all'Ikea di Anderlecht e una sessione di stress test condotti personalmente ( un commesso mi guardava molto perplesso mentre cercavo di spaccare un mobile simulando un sovracarico nel punto centrale dell'asse) mi sono detto "affare fatto" e mi sono messo al lavoro.

La lista della spesa

Una volta misurato tutto mi bastavano due librerie grandi, una piccola ( il futuro ponte), due estensioni verticali ( lo sapazio non basta mai) e un mobile Benno per metterci i CD.

Ho calcolato che con il legno avanzato potevo fare i comodini, per cui volevo comprare delle abat jour.

Sfortuna ( fortuna?) ha voluto che il modello che avevo in mente fosse esaurito e, senza troppo pensarci ho comprato un set di tre lampade Inreda ( mi sono detto che avrei trovato un uso per la terza)

Dato che c'ero ho aggiunto una poltrona Poang con poggiapiedi ( lo so che sembro diventato uno spot della Ikea, ma chiunque ci si è seduto non può che capirmi :P ).

Una volta trasportato tutto a casa e, sopratutto, una volta portato su tutto per le scale ( 180 chili di merce , due piani, dodici passaggi, volevo morire) ho messo tutto in un angolo del corridoio e ho aspettato il fine settimana.

Un weekend da pinguini.

Fred deve avere fatto qualcosa di male nella sua vita precedente perché gli astri gli mettessero sulla strada il rompicoglioni sottoscritto.

Fatto stà, si adopera da allora con fervore a seguirmi in ogni fesseria mi venga in mente, sicuro che tutto il karma positivo che gliene verrà lo porterà alla reincarnazione successiva direttamente al Nirvana

(Nota per Dio, al mio fratello piace molto il mare, per cui se quelle suite con vista sul Mediterraneo fossero ancora libere ne vorrei prenotare una per lui, se l'è ampiamente meritata).

E quindi, puntuale eccolo li accorrere alla mia chiamata e mettere un altro fine settimana al servizio della causa del pinguino.

Ci siamo dunque messi al lavoro.

Il pratico dei prodotti dell'IKEA è che i mobili grandi si montano praticamente tutti allo stesso modo, quindi ormai non guardo quasi più le istruzioni.

Questo fatto è importante per più tardi, infatti ci siamo sbagliati ben due volte nel montaggio dei mobili e abbiamo dovuto riaprirli per rimettere a posto delle assi che stavano da un lato e non dovevano esserci

"E che c'è di difficile?" vi sento dire .

Nulla normalmente, ma il problema era che ce ne rendevamo conto solo DOPO avere inchiodato il fondo del mobile, per cui abbiamo dovuto tirare fuori i chiodi e ricominciare da capo.

Una buona stuccatina dopo il danno era riparato, ma ogni volta che passo in salotto l'onta mi assale.

Comunque, mobile 1




Mobile 2




Fatto questo occorreva solo un piccolo taglio del "piede" del mobile in modo da avere un parallelepipedo perfetto da usare come ponte, come vedete qui sotto.



Dieci viti dopo il ponte univa i due mobili e si potevano montare le estensioni.


Tutto qui?

Ma magari, ormai mi conoscete, non mi fermo mai.

Il divano trasformabile dunque si trasforma sotto al ponte, il che va anche bene, ma quelli che stendono nel letto dove appoggiano le cose? E sopratutto come leggono?

Due tavolette di legno avanzate sono state rapidamente sagomate e riadattate per mezzo di una cerniera a tavolini trasformabili.



Il progetto originario prevedeva due catene che tenessero su il tavolino , un pò come un ponte levatoio, ma Fred ha suggerito una soluzione più elegante e dopo avere riadattato due triangoli di legno ( sempre avanzati) ecco il risultato.






Ho poi aggiunto delle calamite sul lato in modo che il tavolino sia sempre fissato e non cada accidentalmente in faccia a nessuno che dorma e poi, dopo averlo fatto, mi sono visto costretto a mettere una maniglia perché i magneti erano troppo forti e non riuscivo a riaprire i tavolini ( ma si può?.. -_-'' ).



Fatto questo ecco i risultati.



La luce in fondo al tunnel.

Restavano solo le lampade ed ho aperto la scatola trovandoci l'ennesima sorpresa.

Le inreda sono pensate come lampade modulari per bilioteche per cui i cavi sono senza prese e si connettono a una scatola centrale.

Era troppo tardi per andare a comprare delle spine e non avevo comunque voglia a darmi alle gioie del cablaggio casalingo per cui ho dovuto improvvisare.

Le lampade sono telescopiche e montate su dei supporti sferici, per cui possono essere angolate in diverse posizioni, ho deciso allora di fissarele prime due contro la parete della biblioteca, proprio sopra i tavolini ( originariamente pensavo di fissarli contro il muro, ma avevo paura che la gente ci sbattesse) e la terza nel mezzo del ponte, il che permette a chi siede sul divano di leggere con una buona luce sopra.




I cavi sono stai passati rasenti al muro usando dei chiodini e la scatola è stata fissata al muro, il risultato è quasi invisibile, penserò in seguito se cammuffarlo ancora meglio.



Ultimi dettagli

Ho ancora aggiunto due sostegni metallici sotto al ponte, giusto per essere sicuro che non faccia scherzi una volta carico di libri e mi riservo di aggiungerne due ancora se mi fossi sbagliato.



Ho ancora aggiunto il mobile porta CD e mi sono reso conto che si creava un piccolo angolo morto a lato del mobile.



Ci penserò in seguito, qualcosa verrà.

Ho aggiunto delle porte alle estensioni in alto della biblioteca e mi solletica l'idea di metterle anche alle biblioteche sotto, ma per il momento il mio portafoglio si è arreso ( Nota curiosa, mettere le porte a tutta questa struttura costa poco più della struttura stessa...)

Un tappeto trovato in un negozio poco lontano da casa per completare il tutto



Ed un raggio di sole per farvi apprezzare il lavoro.



Mezzo salotto è finito, ora resta l'altra parete, ma per questo vedremo più tardi.

Intanto posso aprire il mio salotto senza vergogna, per cui è ora di aprire ufficialmente la casa, prossima settimana festa d'apertura, aspettatevi nuove ;)

19 feb 2009

Verso il terreno promesso...

Conoscete il mio salotto, conoscete la mia situazione per cui conoscete il mio linoleum.

Mettiamoci al lavoro.

Preparazione

Il parquest della Ikea è uno stratificato pieno dai molteplici vantaggi, è liscio, ben fatto, elegante una volta posato, lo strato superiore è VERO legno trattato ( un millimetro, ma è il pensiero che conta ^_^) e il rapporto qualità prezzo è Molto elevato.

Il lavoro però è parecchio difficile ( per quanto fattibile ) per una persona sola, ecco per cui ho arruolato Fred per darmi una mano, anche perché diciamocelo due pinguini sono piu' divertenti di uno solo.

Ecco dunque che il sabato incriminato mi sono svegliato presto e con molteplici bestemmie ho spostato tutto il contenuto del salotto ( ve lo ricordate? Era quella roba sotto la plastica mentre dipingevo) in camera mia.

Qui sotto vedete il risultato.


Il mio letto è li in mezzo... da qualche parte.


Il piú contento di tutti era il mio Ficus che mi segue pazientemente nelle mie peripezie Bruxellesi praticamente da quando sono arrivato e che si è visto sballotatto a destra e sinistra dell'appartamente per due giorni.

Sono fermamente convinto che le piante abbiano sensazioni, sospetto che abbiano forme di ragionamento e sono molto contento non abbiano il dono della parola.

Ne basta uno che dice le parolacce in quella casa.

Passami l'asse.

Prima parte del lavoro consiste nel coprire il suolo con uno strato di isolante plastico, uno dei vantaggi è che non devi togliere il suolo precedente e puoi cominciare immediatamente.



Uno dei problemi di cui ero dolorosamente conscio è che il mio salotto ha una parete diagonale, il che per mettere la plastica non è stato un grandissimo problema ( un colpo di taglierino e via) ma sapevo che ad un certo momento saremmo arrivati con le assi e li ci sarebbe stato da ridere...



Comunque , ero abbastanza fiero di me, alle dieci di mattina tutto era pronto, la plastica era stesa e cominciavamo a mettere le assi.

Si preannunciava una grande giornata...

TRE ore dopo...

Vi ricordate la mia cucina?

Pensavo fosse la sola stanza gonfiabile della casa, ma apparentemente mi sbagliavo.

Mettere un parquet vuol dire appoggiare una linea contro il muro e usarla come guida per il resto, ma per quanto precisamente la mettessimo arrivati alla terza striscia tutte le assi erano scombinate fra di loro e non si incastravano piú.



Dopo la sesta volta che rismontavo tutto e mi rimettevo da capo ero sull'orlo del pianto e mi chiedevo quanto sarebbe costato chiedere a qualcuno di Ikea di montarlo per me.

Che ci crediate o no è stato allora che il cacciavite mi è cascato di mano ed è rotolato contro il muro; mi sono chinato a raccoglierlo e è stato allora che ho notato che l'ombra era strana.

L'ho guardata, ci ho pensato un secondo e poi sono andato a prendere una livella.

Un minuto dopo confermavo la mia teoria: i due muri esterni della mia casa sono semi sferici verso l'esterno, ECCO perché nulla tornava.

Rafficona di bestemmie in sanscrito, il ficus che ci guarda con leggero disprezzo e ci mettiamo, usando la livella come guida stavolta, ad allineare il primo blocco di tre assi.

Ci abbiamo ancora messo 45 minuti poi dopo quello tutto è andato liscio, comunque per calmarci una pausa per il pranzo ci andava proprio.



Intermezzo

Fred è il mio maestro di cerimonia ufficiale, se c'è da fare la festa basta seguire lui.

Adora il cibo, adora il vino e adora la birra, detto questo sul cantiere è incorruttibile. Niente piatti complicati sennò si appisola.

Quindi, io che mi ero preparato a cucinare mi sono visto richiedere due panini e basta.

Naturalmente sul companatico l'ho avuta vinta io per cui prosciutto, formaggio salsa di rafano e crauti rossi su due fette di pane nero fatto in casa ( poi pubblico la ricetta).


CROOOOOOM!!


Come birra avevamo solo della VERA birra da cantiere, la Cara-pils è una birra talmente infame che fa sembrare la Nastro azzurro accettabile; che ci faceva nel mio frigo? È un ottima scelta per fare la birra di Afrodite ( altra ricetta da passare).

Dunque due rutti dopo eravamo pronti a rimetterci al lavoro

Secondo tempo

Da li in poi pochi problemi di nota.

Un martello rotto



La porta da tagliare alla base per riequilibrare l'altezza.



E, naturalmente, il problema del muro diagonale, risolto da Fred con un pezzo di cartone.



Il tutto ha preso due giorni di lavoro, ma solo tre ore della domenica ( in pratica senza lo scherzo del muro avremmo finito il primo giorno.



Il Linoleum non è piu' fra noi e adesso possiamo passare alla fase 2: Mobilio.

TUTTI DA IKEA!